Harouna Dembele was back! Il mio resoconto del seminario.

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Harouna Dembele was back! Il mio resoconto del seminario.

Stage Harouna Dembele - Courtesy Stefano Attanasio

Aspettavo da mesi questo appuntamento, ma essendo una persona tutt’altro che fortunata, la mattina del venerdì il termometro segna la febbre a 39 e mezzo. Nonostante la temperatura infame, forse a causa dell’adrenalina e la voglia di suonare, mi sento fresco come una rosa (forse non proprio freschissimo..) ed imbottito di tachidol mi metto in viaggio con il mio compagno d’avventura: Beppe.

Meta del viaggio lo stage con Harouna Dembele. 15 ore di percussioni tra i ritmi della Guinea, Mali e Burkina Faso nella periferia milanese.

stage Harouna Dembele percussioni africane

foto di Milena Molinari

Raggiungiamo Paderno facilmente.
Meno facilmente capiamo quale e dove sia la location dello stage. E’ sera e alle 20 inizieranno tre ore di Master Class (ho appena scoperto che si scrive così, staccato).

Siamo sinceri. Io non sono un percussionista da Master Class, anche se ormai sono convinto di non aver proprio capito cosa sia un percussionista da Master Class (sul discorso “livelli” potremmo aprire lunghissimi capitoli in realtà). Fin da subito ero titubante al parteciparvi e mi ero ripromesso che avrei valutato sul posto se starci dentro o meno, in base agli altri partecipanti, alla febbre, alla motivazione.
Tra le tre, la motivazione ha vinto spudoratamente e anche se incerto sfilo il djembe dalla custodia.

Il riscaldamento non promette niente di buono e passati i primi venti minuti sono già pronto per un impacco di arnica e una vacanza alle terme (pacchetto Vip con massaggio incluso).

stage_harouna_11

foto di Milena Molinari

Suoneremo Solì, il ritmo dedicato al rito della circoncisione. Lo conosco e questo mi solleva un pò.

Harouna ci fa sentire il break iniziale.

TAC! LA SO! QUESTA LA SO!!
É il break che ha messo nel suo ultimo album e l’ho già imparato alla perfezione.

Mi sento anche un pò figo.

Come ho già detto però…non mi contraddistinguo per la mia gran fortuna e memorizzando il break dal cd ho fatto un casino mettendo il tempo da un’altra parte, quindi per capirlo e rigirarmelo nel modo giusto ora devo fare il doppio della fatica.

Per la serie “Chi ben comincia…“.

A parte questo inconveniente iniziale tutto fila liscio e riesco a comprendere tutte le frasi. Se non fosse che ho fatto tanta strada avrei tutte le ragioni per ritenermi già soddisfatto e ritornarmene a casa. E invece no..mi aspettano altri due giorni di full immersion.

N.B. non imparare dai CD.

Al livello intermedi/avanzati suoneremo Koredjouga (che accompagna la maschera del Komodenu) e Madan (popolare del Mali). Per i principianti Garankefoli (dedicato alla casta Garanke dei calzolai Malinke, che accompagna l’omonima danza) e Sama (maschera del Burkina Faso accompagnata tradizionalmente dai tama).

stage Harouna Dembele

foto di Milena Molinari

Harouna mescola le frasi tradizionali ai suoi arrangiamenti personali, ed è un piacere scoprire man mano come queste si intreccino con le figure dei dundun. Capire da dove arrivano. Godere della loro musicalità e trovare gli opportuni appoggi strada facendo.

Oltre al lavoro del Maestro burkinabé però, c’è stata un’altra cosa che ho apprezzato tantissimo in questa tre giorni. La melodia.
Per la prima volta in vita mia assisto ad uno stage in cui assieme a quello dei tamburi bassi posso udire il suono del balafon.

La presenza di un tema melodico ha contribuito a rendere la trasferta ancora più speciale e ringrazio di cuore Stefano Gerace per aver dato questo valore aggiunto al seminario, anche se probabilmente a lui non sembrerà di aver fatto niente di che.
Siamo troppo abituati a distaccare le poliritmie dal concetto di melodia e ci dimentichiamo quanto invece una scala musicale possa farci sentire ancora di più il sapore reale di quello che suoniamo. Non sono necessari virtuosismi. Anche un semplice accompagnamento può stravolgere la nostra percezione del ritmo. Koredjouga ragazzi! Ma cos’è Koredjouga accompagnato dal balafon??? 

foto di Milena Molinari

foto di Milena Molinari

Benché i partecipanti fossero numerosi (e menomale!) i livelli erano omogenei. In particolare il livello principianti, devo dire, mi ha colpito moltissimo. Quando ho iniziato a suonare, dieci anni fa, quello l’avrei chiamato un corso per avanzati! Quindi complimenti a tutti davvero. Complimenti all’insegnante che è riuscito a gestire i gruppi numerosi completando dei lavori tecnicamente non scontati (ma Harouna ormai lo conosciamo e sappiamo che ci sta dentro di brutto). Complimenti ai ragazzi e complimenti ai loro insegnanti.

Si, complimenti anche ai loro insegnanti, perché probabilmente negli ultimi dieci anni qualcuno ha lavorato non solo per aumentare le proprie conoscenze nel campo delle ritmiche africane ma anche per elaborare una didattica più affine a noi testoni occidentali, aumentando quindi la facilità di comprensione e la velocità di apprendimento di tutti.

Stage Harouna Dembele - Courtesy Stefano Attanasio

Foto di Stefano Attanasio

Morale.

Ho suonato come non capitava da tanto tempo ed ho portato a casa un sacco di sorrisi e di emozioni nuove e vecchie. Il seminario è stato perfetto. Risuona ancora nei miei auricolari, nel mio canticchiarmi le frasi di Madan quando butto l’acqua per la pasta. Ho tanto da studiare e ripetere da averne abbastanza fino al Mama Africa (ma a maggio arriverà Fode Bangoura…e non possiamo perdercelo).

Nell’attesa del prossimo grande appuntamento cerco di ripetere e memorizzare tutte le frasi. Mi prendo qualche mattinata in sala prove, mi registro e mi riascolto.
Che dire….riascoltarsi fa sempre bene. E’ il momento della grande verità. Di solito ti rendi conto che suoni molto peggio di quanto pensi, ma è quello il momento di prenderla con spirito e metterti ancora più sotto.

Concludo ringraziando di cuore Marco Patanè che ha organizzato questo bellissimo evento. Grazie a chi lo ha ospitato, a chi ha partecipato e condiviso.

Failed Selfie

Luca Zugna e Harouna Dembele

Terminato il seminario e finite registrazioni e applausi inizia l’immancabile sequela di selfies degli allievi. Avendo un cellulare nuovo di pacca che promette grandi prestazioni non posso che aggregarmi a questa pratica modaiola di ultima generazione.
Il mio samsung ha addirittura la funzione “selfie”, quindi sono proprio avanti e farò di certo un figurone.

Ma anche qui..concludo con il mio solito colpo di fortuna. Per qualche malato motivo nella suddetta funzione viene fornita la possibilità di pulire la pelle, ingrandire gli occhi e assottigliare viso e bocca. Tutto in automatico. Senza volerlo, in sostanza, ho deformato tutti, incluso l’infiltrato di turno!

Tutto questo papiro ovviamente per dire che in realtà sono molto più bello di quanto possa sembrare in questa foto.

Alla prossima!

 Un grazie a Stefano Attanasio per la foto di gruppo e a Milena Molinari per il reportage!

Di seguito qualche altro scatto di Milena.

Luca Zugna
Luca Zugna
Amo l'Africa e le percussioni africane, amo condividere e imparare, prediligo la valuta dei sorrisi a quella degli euro. Insegno percussioni ad adulti e bambini e sto studiando per diventare un musicoterapeuta, perché la musica ci permette di comunicare davvero con tutti.

1 Comment

  1. Luca Turolla scrive:

    Io c’ero e devo dire che hai espresso perfettamente l’atmosfera creatasi nei due giorni di stage.
    Bravo Luca!

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